Il Gargano e Rodi Garganico
Il Gargano: mare, storia, arte, cultura
Il Gargano è un promontorio di origine calcarea che si estende, alto e verde, per oltre 2.000 Kmq e, come la prua di una nave, si proietta nel mare Adriatico. All'interno del promontorio il Parco Nazionale del Gargano rappresenta un vero tesoro naturalistico e paesaggistico. Con suoi 121 mila ettari di estensione vanta il primato nazionale della biodiversità. Infatti, lungo la costa, alta e frastagliata ad est, bianca e sabbiosa ad ovest, la natura regna incontaminata. I 200 e più chilometri di costa si sviluppano dall'area costiera alta e rocciosa con le sue grotte marine, insenature, strapiombi, dune, faraglioni, alle pinete mediterranee di pino d'Aleppo, lecci, tassi, aceri; dai boschi e radure alle piccole spiagge disseminate lungo le insenature costiere. Il versante settentrionale è orlato dai laghi salmastri di Lesina e Varano dove cormorani e uccelli acquatici nidificano indisturbati, divenendo parte integrante del paesaggio lacustre.
Il luccichio del sole tra le onde, il verde della macchia mediterranea, i profumi del ginepro, del rosmarino e del pino d'Aleppo, mescolati all'odore del mare che spumeggia tra gli scogli, rendono tali posti unici e degni di essere visitati.
Rodi Garganico
Alla città di Rodi Garganico, anche quest'anno, estate 2011, è stata assegnata la "Bandiera Blu" dalla "FEE", la Fondazione per l'Educazione Ambientale.
Tra i requisiti valutati, ci sono la qualità delle acque, la pulizia della costa, la qualità dei servizi offerti, le misure di sicurezza adottate, lo stato di conservazione del territorio e del paesaggio, la qualità dell'accoglienza, la pulizia costante del mare e delle spiaggie, la presenza di parchi e aree marine protette.
L'abitato di Rodi Garganico, è arroccato su un promontorio roccioso tra due lunghe spiagge ed è circondato da una lussureggiante vegetazione, composta soprattutto da agrumeti, ulivi, pini, carrubi e fichi.
Il centro storico "u vuccul" che deve il suo nome alla tipica usanza delle popolane di chiamare, "vucculare", dalle terrazze i mariti intenti a lavorare le reti a "Mer'i varc", a mare alle barche, zona portuale, come le mura di cui è cinto, è d'origine medievale ed è caratterizzato da vicoli stretti, ripide scalinate, archi, piazzette nascoste e terrazze panoramiche con tracciati intricati e complessi che si insinuano in un tessuto urbano costituito da case realizzate in modo tale che da ognuna fosse possibile scorgere il mare. Questo grazie anche all'orografia e alla geografia del paese, che sviluppandosi su di una punta circondata dal mare Adriatico su tre lati, rispondeva alle esigenze della vocazione marinara della cittadina.
Si trovano nel centro storico numerose chiese tra le quali la chiesa del SS. Crocifisso, il Santuario della Madonna della Libera, la chiesa di San Pietro e Paolo e la Chiesa di San Nicola.
Chiesa del Santissimo Crocifisso
Prima parrocchia cittadina, la "Chiesa del Crocifisso" fu chiusa in seguito ai danni riportati dal terremoto del 1679. Dopo il restauro curato da Michele Paolozzi nel 1695, venne assegnata alla Confraternita dell'Adorazione e della Morte. L'impianto, ad una navata, conta 10 altari. Il primo a destra è dedicato alla Natività, mentre il primo a sinistra è posto sotto una statua lignea di pregevole fattura ed inestimabile valore, raffigurante Cristo Morto.
Attualmente รจ chiusa al culto per lavori di restauro, la riapertura è prevista nel Maggio 2011.
Santuario della Madonna della Libera
Santuario da oltre 30 anni risalente al 1700, di stile architettonico barocco pugliese, è il luogo in cui da secoli si venera il quadro della Madonna della Libera.
L'altare maggiore, marmoreo, risale al 1873 e su di esso è posta l'icona della Madonna della Libera. Dipinta su tavola, essa ritrae la Vergine seduta su un trono con, sul grembo, il Bambino che gioca con una colomba trattenuta dal filo, mentre la mano destra della Vergine, benedicente, si leva facendo intravedere sul palmo il segno della croce. Nel Santuario, inoltre, si conservano quattro tele del 1700 di scuola napoletana e il Sacro Sasso su cui si posò la Vergine.
